WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “I media delle fake news odiano riportare i successi ottenuti dall’esercito degli Stati Uniti contro l’Iran, che è stato completamente sconfitto e vuole un accordo, ma non un accordo che io accetterei. L’Iran aveva piani per conquistare l’intero Medio Oriente e annientare completamente Israele. Proprio come l’iran stesso, quei piani sono ora morti”. Così sui social il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che poco prima aveva annunciato di avere dato ordine al Comando Centrale degli Stati Uniti di condurre “uno dei più potenti bombardamenti nella storia del Medio Oriente, annientando completamente ogni obiettivo militare sull’isola di Kharg, il gioiello della corona iraniana. Le nostre armi sono le più potenti e sofisticate che il mondo abbia mai conosciuto ma, per ragioni di decenza, ho scelto di non distruggere le infrastrutture petrolifere sull’isola”
“Tuttavia – prosegue Trump -, qualora l’Iran, o chiunque altro, dovesse fare qualcosa per interferire con il libero e sicuro passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, riconsidererò immediatamente questa decisione. Durante il mio primo mandato, e tuttora, ho ricostruito le nostre forze armate trasformandole nella forza più letale, potente ed efficace, di gran lunga, al mondo. L’Iran non ha la capacità di difendere nulla di ciò che vogliamo attaccare: non c’è niente che possano fare al riguardo. L’Iran non avrà mai un’arma nucleare, né avrà la capacità di minacciare gli Stati Uniti d’America, il Medio Oriente o, del resto, il mondo intero. L’esercito iraniano e tutti gli altri coinvolti in questo regime terroristico – chiosa il presidente americano – farebbero bene a deporre le armi e a salvare quel che resta del loro paese, che non è molto”.
Secondo quanto riportato dai media iraniani, nessuna infrastruttura petrolifera è stata danneggiata dagli attacchi statunitensi sull’isola di Kharg. L’agenzia di stampa Fars, citando fonti sul posto, riferisce che non si sono registrati danni agli impianti petroliferi.
TRUMP “SPERO CHE MOLTI PAESI MANDERANNO NAVI DA GUERRA PER HORMUZ”
“Molti Paesi, soprattutto quelli colpiti dal tentativo iraniano di chiudere lo Stretto di Hormuz, invieranno navi da guerra, in collaborazione con gli Stati Uniti d’America, per mantenere lo Stretto aperto e sicuro. Abbiamo già distrutto il 100% delle capacità militari iraniane, ma per loro è facile inviare uno o due droni, sganciare una mina o lanciare un missile a corto raggio da qualche parte lungo o all’interno di questo corso d’acqua, non importa quanto siano stati sconfitti”, ha poi detto su Truth il tycoon. “Speriamo che Cina, Francia, Giappone, Corea del Sud, Regno Unito e altri, colpiti da questa restrizione artificiale, inviino navi nella zona in modo che lo Stretto di Hormuz non rappresenti più una minaccia da parte di una nazione che è stata completamente decapitata. Nel frattempo, gli Stati Uniti bombarderanno senza sosta la costa e continueranno ad affondare imbarcazioni e navi iraniane. In un modo o nell’altro, presto renderemo lo Stretto di Hormuz aperto, sicuro e libero”, ha aggiunto Trump.
MISSILI SU ISRAELE, SIRENE D’ALLARME A GERUSALEMME E NEL NORD
Le Forze di difesa israeliane hanno rilevato il lancio di missili dall’Iran verso il territorio
di Israele. I sistemi di difesa sono in funzione per intercettare la minaccia. Il Comando del Fronte Interno ha diffuso avvisi di preavviso direttamente sui telefoni cellulari nelle aree interessate. Gli allarmi sono stati attivati nell’area di Gerusalemme e a Metula, nel nord di Israele.
POLIZIA IRANIANA ARRESTA DECINE SOSTENITORI DI REZA PAHLAVI
La polizia iraniana ha arrestato 54 sostenitori di Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià che dall’esilio si è offerto di guidare la transizione in Iran. Lo riferiscono fonti giornalistiche, aggiungendo che “stavano pianificando presumibilmente rivolte nel Paese”.
IRAQ, COLPITA L’AMBASCIATA USA A BAGHDAD
Secondo fonti locali un missile ha colpito l’eliporto del compound dell’ambasciata americana a Baghdad. Una fonte della sicurezza irachena ha dichiarato che l’attacco contro l’ambasciata Usa nella capitale irachena è stato condotto con razzi. Poco prima dell’attacco due miliziani del gruppo Kataeb Hezbollah erano stati uccisi nel corso di un raid.
LIBANO, CIRCA 110 ATTACCHI ISRAELIANI CONTRO QUARTIER GENERALI DI HEZBOLLAH
Le Forze di difesa israeliane continuano ad attaccare le infrastrutture di Hezbollah a Beirut. Ieri hanno completato diverse ondate di attacchi contro le infrastrutture e circa 110 quartier generali dell’organizzazione sono stati attaccati e distrutti. Dall’inizio dell’operazione “Ruggito del Leone”, le Idf hanno attaccato su larga scala i quartier generali di Hezbollah, danneggiandone la capacità di comando e controllo, la situazione economica e gli armamenti in suo possesso. Secondo le Idf Hezbollah colloca sistematicamente le sue infrastrutture nei centri abitati delle aree civili in tutto il Libano, pertanto le Forze israeliane stanno evacuando molti residenti da queste zone per proteggerli. “Le Idf stanno agendo con fermezza contro l’organizzazione terroristica Hezbollah, che ha scelto di unirsi alla campagna e operare sotto l’egida del regime terroristico iraniano, e agiranno contro chiunque minacci i cittadini dello Stato di Israele e, in particolare, i residenti del Nord”, si legge in una nota.
HAMAS ESORTA TEHERAN A CESSARE ATTACCHI CONTRO I PAESI DEL GOLFO
Hamas ha esortato l’Iran di mettere fine agli attacchi contro i Paesi del Golfo. “Pur ribadendo il diritto della Repubblica islamica dell’Iran a rispondere a questa aggressione con tutti i mezzi disponibili, conformemente alle regole e al diritto internazionale, il movimento chiede ai suoi fratelli in Iran a non prendere come obiettivo i Paesi vicini”, sottolinea il movimento palestinese. Hamas ha anche chiesto alla comunità internazionale di “lavorare per fermare” immediatamente la guerra in corso.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS)
