Piano di sei paesi tra cui l’Italia per la riapertura dello stretto di Hormuz. Netanyahu: “L’Iran non è più in grado di arricchire l’uranio”

Piano di sei paesi tra cui l’Italia per la riapertura dello stretto di Hormuz. Netanyahu: “L’Iran non è più in grado di arricchire l’uranio”

DOHA (QATAR) (ITALPRESS) – La società statale QatarEnergy ha annunciato che diversi impianti per il gas naturale liquefatto (GNL) nella città industriale di Ras Laffan sono stati colpiti da attacchi missilistici nelle prime ore di giovedì, causando incendi di notevoli dimensioni e ulteriori danni gravi. In un comunicato ufficiale, QatarEnergy ha precisato che “diverse strutture per il GNL sono state oggetto di attacchi missilistici, provocando incendi consistenti e ulteriori danni estesi”. L’azienda ha aggiunto che le squadre di emergenza sono state immediatamente dispiegate per contenere i danni e che non si registrano feriti o vittime a seguito degli attacchi. L’incidente segue di poche ore un precedente attacco missilistico iraniano avvenuto mercoledì 18 marzo sulla stessa area di Ras Laffan, che aveva già provocato danni gravi a un impianto di conversione gas-liquidi (Pearl GTL) e incendi parzialmente sotto controllo.

Il ministero dell’Interno qatariota ha confermato che tutti i focolai incendiari nella zona sono stati domati e che non vi sono stati feriti. QatarEnergy ha sottolineato che il personale è al sicuro e che tutte le persone presenti sono state contate. Gli attacchi, attribuiti a Teheran in rappresaglia agli strike Usa-israeliani, avvengono nel contesto dell’escalation regionale e colpiscono uno dei principali hub mondiali per l’esportazione di GNL, dove QatarEnergy gestisce circa un quinto della capacità globale prima della sospensione della produzione per ragioni di sicurezza. Le quotazioni del gas e del petrolio hanno registrato rialzi immediati sui mercati internazionali in reazione alla notizia.

L’ITALIA E ALTRI 5 PAESI “L’IRAN FERMI GLI ATTACCHI NELLO STRETTO DI HORMUZ”

Condanniamo con la massima fermezza i recenti attacchi dell’Iran contro navi mercantili disarmate nel Golfo, gli attacchi contro infrastrutture civili, tra cui impianti petroliferi e del gas, e la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz da parte delle forze iraniane”. E‘ quanto si legge in una Dichiarazione congiunta dei leader di Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Giappone sullo Stretto di Hormuz. “Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per l’escalation del conflitto. Chiediamo all’Iran di cessare immediatamente le minacce, la posa di mine, gli attacchi con droni e missili e altri tentativi di bloccare lo Stretto alla navigazione commerciale, e di conformarsi alla Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La libertà di navigazione è un principio fondamentale del diritto internazionale, anche ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. Gli effetti delle azioni dell’Iran si faranno sentire sulle persone in tutto il mondo, in particolare sui più vulnerabili”, prosegue il testo.

In linea con la Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sottolineiamo che tale interferenza con la navigazione internazionale e l’interruzione delle catene globali di approvvigionamento energetico costituiscono una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali. A tale proposito, chiediamo una moratoria immediata e completa sugli attacchi alle infrastrutture civili, comprese le installazioni petrolifere e del gas”, si legge ancora. I 6 Paesi hanno poi espresso la “disponibilità a contribuire agli sforzi necessari per garantire la sicurezza del passaggio attraverso lo Stretto”, accogliendo con favore “l’impegno delle nazioni che si stanno impegnando nella pianificazione preparatoria”.

Nella Dichiarazione i 6 Stati si esprimono a favore della decisione dell’Agenzia Internazionale dell’Energia di autorizzare un rilascio coordinato delle riserve strategiche di petrolio. “Adotteremo ulteriori misure per stabilizzare i mercati energetici, tra cui la collaborazione con alcuni paesi produttori per aumentare la produzione”, proseguono. “Ci impegneremo inoltre a fornire sostegno alle nazioni più colpite, anche attraverso le Nazioni Unite e le Istituzioni Finanziarie Internazionali. La sicurezza marittima e la libertà di navigazione sono un beneficio per tutti i paesi. Esortiamo tutti gli Stati a rispettare il diritto internazionale e a sostenere i principi fondamentali di prosperità e sicurezza internazionali”, conclude il testo.

DANNEGGIATA LA RAFFINERIA DI HAIFA

Le immagini diffuse dai media israeliani mostrano che la raffineria di Haifa è stata colpita dalle munizioni a grappolo di un missile balistico lanciato dall’Iran. Il ministro dell’Energia e delle Infrastrutture israeliano Eli Cohen ha dichiarato che l’attacco “non ha causato danni rilevanti alle infrastrutture dello Stato di Israele”. “I danni alla rete elettrica nel nord sono localizzati e non significativi. Le squadre della Compagnia elettrica sono già al lavoro sul campo e hanno ripristinato l’elettricità nella maggior parte delle aree isolate. L’elettricità verrà ripristinata anche nelle restanti zone entro breve tempo”, ha aggiunto, riferisce Channel 12.

TRUMP “L’IRAN E’ UNA SERIA MINACCIA PER IL MONDO”

“L’Iran è una seria minaccia per il Medio Oriente e per il mondo e tutti i Paesi sono d’accordo con me su questo punto”. Così il presidente americano Donald Trump nel corso dell’incontro nello Studio Ovale con la prima ministra giapponese Sanae Takaichi, soffermandosi in particolare sulla situazione in Iran. “Abbiamo avuto una situazione molto positiva, nel complesso”, ha aggiunto Trump, definendo le recenti azioni militari una sorta di “escursione” necessaria. “Mi dispiace fare questa deviazione, ma abbiamo dovuto farlo”, ha proseguito, spiegando poi di aver previsto un aumento del prezzo del petrolio e un rallentamento dell’economia.

Sul piano militare, Trump ha dichiarato: “Abbiamo neutralizzato la marina, abbiamo neutralizzato praticamente tutto ciò che c’era da neutralizzare”, aggiungendo che “i sistemi antiaerei non sono più un problema e possiamo muoverci dove vogliamo. Non c’è nessuno che ci stia sparando contro”, ha insistito, sostenendo che la leadership iraniana “è stata duramente colpita” e che nel Paese sono in corso “cambiamenti ai vertici”.

 “Abbiamo lasciato in piedi solo alcune infrastrutture, come le condotte”, ha spiegato, precisando che la ricostruzione richiederà anni. “È stata una decisione difficile ma necessaria”, ha concluso il presidente, rivendicando l’intervento come una scelta che altri leader “non avrebbero avuto il coraggio di prendere”.

TRUMP “GRAVI CONSEGUENZE SE L’IRAN ATTACCHERA’ DI NUOVO IL QATAR”

“Israele, spinto dalla rabbia per quanto accaduto in Medio Oriente, ha attaccato violentemente un importante impianto, il giacimento di gas di South Pars in Iran. Una sezione relativamente piccola dell’intero impianto è stata colpita. Gli Stati Uniti non sapevano nulla di questo attacco e il Qatar non è stato in alcun modo coinvolto, né aveva idea che sarebbe accaduto. L’Iran non era a conoscenza di questo, né di alcun altro fatto rilevante relativo all’attacco a South Pars, e ha ingiustificatamente e slealmente attaccato una parte dell’impianto di gas naturale liquefatto del Qatar. Israele non effettuerà ulteriori attacchi contro questo importantissimo e prezioso giacimento di South Pars, a meno che l’Iran non decida imprudentemente di attaccare un paese innocente, in questo caso il Qatar. In tal caso, gli Stati Uniti d’America, con o senza l’aiuto o il consenso di Israele, faranno esplodere l’intero giacimento con una potenza e una forza che l’Iran non ha mai visto prima”. Lo scrive sul social Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. “Non voglio autorizzare questo livello di violenza e distruzione a causa delle implicazioni a lungo termine che avrà sul futuro dell’Iran, ma se il deposito di GNL del Qatar verrà nuovamente attaccato, non esiterò a farlo”, ha aggiunto Trump.

NETANYAHU “l’IRAN NON PUO’ PIU’ ARRICCHIRE L’URANIO”

“Stiamo lavorando non solo per distruggere i missili balistici e i rimanenti programmi missilistici, ma anche per distruggere le industrie che rendono possibile la loro produzione. Già ora, dopo venti giorni, posso dirvi che l’Iran non ha alcuna possibilità di arricchire l’uranio né di produrre missili balistici”. Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, nel corso di una conferenza stampa.

ESERCITO IRANIANO “COLPIREMO SITI ENERGETICI IN CASO DI NUOVI ATTACCHI”

Il comando operativo dell’esercito iraniano, Khatam al-Anbiya, ha minacciato di attaccare altre infrastrutture energetiche statunitensi e degli alleati in caso di nuovi raid sui siti iraniani. “Avvertiamo il nemico che ha commesso un grave errore attaccando le infrastrutture energetiche iraniane. La nostra risposta è in pieno svolgimento e non si è ancora conclusa. Se ciò dovesse ripetersi, gli attacchi alle vostre infrastrutture energetiche e a quelle dei vostri alleati non si fermeranno”, si legge nella dichiarazione. Ieri in un attacco congiunto israelo-statunitense è stato colpito il giacimento di gas più grande al mondo South Pars a cui sono seguito attacchi iraniani alle infrastrutture energetiche nella regione.

IL PARLAMENTO IRANIANO STUDIA LEGGE PER PEDAGGI NAVI NELLO STRETTO DI HORMUZ

L’agenzia Isna ha riferito che il Parlamento della Repubblica Islamica sta esaminando un progetto di legge che introdurrebbe l’obbligo di pagamento di pedaggi o “tariffe di transito” per tutte le navi commerciali che attraversano lo Stretto di Hormuz. Secondo fonti parlamentari citate da Isna, la proposta – presentata da un gruppo di deputati conservatori e affiliati alle Guardie Rivoluzionarie – mira a “recuperare i costi di sicurezza e manutenzione” del passaggio marittimo strategico, definendolo “un canale naturale iraniano” soggetto a sovranità nazionale. Il testo in discussione prevede tariffe differenziate in base al tonnellaggio, al tipo di carico e alla nazionalità della bandiera, con esenzioni possibili solo per navi iraniane o di Paesi “amici”. L’iniziativa legislativa, se approvata, rappresenterebbe un’escalation economica senza precedenti: finora l’Iran ha applicato solo controlli di sicurezza e ispezioni sporadiche, ma mai tariffe sistematiche.

UCCISO RAPPRESENTANTE STATO MAGGIORE FORZE ARMATE PRESSO I BASIJ

I media iraniani riportano la notizia dell’assassinio di Afshin Naghshbandi, descritto come rappresentante dello Stato maggiore generale delle forze armate iraniane presso l’organizzazione paramilitare Basij, parte del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. Secondo fonti giornalistiche iraniane citate da Al Arabiya, Naghshbandi sarebbe stato eliminato in un’operazione mirata. Naghshbandi ricopriva un ruolo di collegamento tra lo Stato maggiore delle forze armate e il vasto apparato del Basij, milizia di massa che conta milioni di affiliati e svolge funzioni di sicurezza interna, supporto alle operazioni militari e repressione delle proteste. La sua eliminazione, se confermata, rappresenterebbe un duro colpo alla catena di comando del Basij in un momento di massima tensione interna ed esterna per la Repubblica Islamica.

SEI ATTACCHI MISSILISTICI DALL’IRAN IN ISRAELE DOPO MEZZANOTTE 

Dopo la mezzanotte, l’Iran ha lanciato su Israele sei attacchi con missili balistici che hanno fatto scattare le sirene d’allerta per andare nei rifugi nel nord del Paese. I servizi sanitari non hanno riscontrato vittime, ma sono state trattate delle persone ferite mentre si recavano nei rifugi. Nella serata di ieri, i missili con testata a grappolo lanciati dall’Iran hanno provocato la morte di un lavoratore straniero nel centro di Israele e di quattro donne palestinesi vicino a Hebron, nel sud della Cisgiordania.

– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).