ROMA (ITALPRESS) – Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) hanno completato un’ulteriore serie di attacchi contro l’Iran “al fine di indebolire ulteriormente la capacità dell’Iran di attaccare navi mercantili e marinai civili innocenti nello Stretto di Hormuz”. Le forze statunitensi hanno colpito circa 90 obiettivi militari iraniani, tra cui sistemi di difesa aerea, infrastrutture di sorveglianza costiera, depositi di missili e droni, capacità navali e infrastrutture logistiche militari lungo la costa iraniana. Gli ultimi attacchi fanno seguito alle offensive condotte in Iran la notte precedente quando sono stati colpiti circa 80 obiettivi militari, “per infliggere pesanti sanzioni all’Iran per aver violato il cessate il fuoco attaccando tre navi mercantili che navigavano nello Stretto di Hormuz”.
Anche questa volta non si è fatta attendere la reazione da parte delle Guardie Rivoluzionarie hanno rilasciato una dichiarazione in cui annunciavano: “In un’operazione congiunta con missili e droni, le forze navali e aerospaziali delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche che hanno dichiarato di avere distrutto le infrastrutture e le strutture di due basi americane ad Arifjan e Ali al-Salem in Kuwait, e a Juffair e Sheikh Isa in Bahrein. Se l’aggressione si ripeterà, la nostra risposta schiacciante si estenderà ad altre basi americane nella regione”, hanno assicurato.
Il ministero della Salute iraniano, secondo quanto riporta Al Jazeera, afferma che le forze statunitensi hanno attaccato cinque province del Paese negli ultimi due giorni, uccidendo 14 persone e ferendone altre 78.
3 PASDARAN UCCISI IN ATTACCHI USA
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) ha annunciato che tre suoi militari sono stati uccisi in attacchi americani condotti all’alba di oggi nella provincia di Khuzestan, nel sud-ovest dell’Iran. Lo ha reso noto la stessa forza armata iraniana attraverso un comunicato, senza per il momento fornire ulteriori dettagli sulle modalità dell’operazione o sulle vittime.
TRUMP “VOGLIONO ACCORDO MA NON SO SE LO RISPETTERANNO”
“Questa è una rappresaglia per il bombardamento navale di ieri da parte dell’Iran. Se dovesse ripetersi, la situazione peggiorerebbe di molto. Desiderano ardentemente concludere un accordo a tutti i costi, ma non so se vale la pena farlo. Non so se lo rispetteranno. Questo è il problema. Li abbiamo colpiti in modo molto duro, ogni volta che ci colpiscono, noi li colpiamo venti volte. Quando loro colpiscono, noi rispondiamo con ancora più forza”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlando sull’Air Force One, dopo i nuovi attacchi lanciati dal Centcom la scorsa notte contro l’Iran.
QALIBAF “HORMUZ SI RIAPRE SOLO CON NOSTRI ACCORDI”
Il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohammad Bagher Qalibaf, ha affermato che Hormuz “non si riaprirà se non sulla base di accordi iraniani”, dopo l’intensificarsi degli scambi di colpi tra Teheran e Washington. In un messaggio pubblicato su X , Qalibaf ha scritto: “Gli Stati Uniti non hanno ancora capito che le pratiche di intimidazione e la violazione degli impegni non passano più senza conseguenze”. E ha aggiunto con tono netto: “Sarò chiaro: se colpite, sarete colpiti”. Le dichiarazioni arrivano dopo che il presidente americano Donald Trump ha ordinato ieri una nuova serie di attacchi contro l’Iran, avvertendo Teheran di “conseguenze molto peggiori” nel caso in cui continuasse a prendere di mira le navi in transito nello stretto di Hormuz.
IRAN “NESSUN INTERESSE PER GLI STRANIERI NELLO STRETTO DI HORMUZ”
La Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) ha lanciato un duro avvertimento agli Stati Uniti: qualsiasi “avventura americana” o tentativo di interferire nella navigazione nello Stretto di Hormuz “incontrerà una risposta decisiva”. Lo riporta la Tv al Jazeera. “Gli stranieri non hanno alcun interesse nel Mar di Hormuz”, ha affermato la Marina delle Guardie Rivoluzionarie, sottolineando che le azioni dell’esercito americano “ostacoleranno gravemente il processo di riapertura graduale dello stretto” e “metteranno in grave pericolo gli interessi dei Paesi che beneficiano di questa via marittima”.
ESPLOSIONI A BUSHEHR, NESSUN ATTACCO ALLA CENTRALE NUCLEARE
La città iraniana di Bushehr è stata svegliata nelle prime ore di oggi dal suono di esplosioni, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Mehr. Il governatore della città ha tuttavia smentito le voci relative a un possibile attacco contro la centrale nucleare di Bushehr e all’isola di Kharg durante i raid americani dell’alba di oggi, definendole prive di fondamento. Bushehr è una città portuale del sud-ovest dell’Iran, capoluogo dell’omonima provincia affacciata sul Golfo Persico.
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